dimarts, 21 d’octubre de 2008


"La rivolta, nelle scuole e nelle università, si sta spandendo, come un virus. E’ grandissima, coinvolge centinaia di migliaia di studenti e professori. Riguarda una intera generazione. Ormai fa paura. I giornali, i partiti, il governo, l’opposizione ombra, sono in allarme. Perché? Per il semplice motivo che l’esplosione improvvisa, in tutt’Italia, del movimento dei giovani fa saltare il banco della politica. Scompiglia tutte le carte, tutte le previsioni. Il «sistema» si stava preparando a una lunga traversata nel deserto, durante la quale i ruoli erano chiari e definiti. Un governo deciso a dare una gestione di destra alla grande crisi economica portata dalla globalizzazione (gestione di destra vuol dire la ricerca di una soluzione degli squilibri che avviene aumentando gli squilibri: e cioè riducendo i diritti dei più deboli, e i diritti collettivi, e contenendo il costo del lavoro e il costo del welfare); una opposizione parlamentare molto morbida e collaborativa, che scommette solo sul fatto che chi governa una crisi così aspra dovrà alla fine pagare un prezzo elettorale; e una sinistra magari arrabbiata, protestataria, ma debolissima e fuorigioco. Il conflitto sociale ridotto ai minimi termini, gestito con l’emarginazione e con il contrasto esercitato da un sistema informativo (stampa e Tv) potentissimo e «unificato».

Nessuno si aspettava che questo schema potesse essere messo in crisi da una rivolta giovanile. E invece sta succedendo. E’ partita una contestazione formidabile, concreta ma molto di prospettiva, che mette in discussione tutto il castello del berlusconismo e del nuovo liberismo statalizzato, più pericoloso e costoso ancora del vecchio liberismo ultra-liberale."

(Piero Sansonetti a Liberazione, diari del Partit de la Rifondazione Comunista. 22/10/2008)
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Itàlia és en crisi. La Universitat es revolta. Els estudiants de Lettere e Filosofia criden pels passadissos i fan assemblees espontànies. Els edificis de les facultats de La Sapienza, clàssics i arquitectònicament de tall feixista, aguanten paper d'embalar amb eslògans. No hi ha pintades d'esprai a les parets. Els megàfons s'encenen. Els fotògrafs s'esperen a l'entrada i, mentre els estudiants pujen per l'escalinata, van fent retalls de la massa que l'endemà sortiran als diaris. L'endemà els estudiants hauran retallat aquests retalls i els penjaran a la porta de la facultat. L'Unità, La Stampa, La Reppublica. Ahir a la nit, mentre alguns parlem en un bar prop del Corso Vittorio Emanuele II, se'ns avisa que s'ha ocupat Città Universitaria. Aquesta setmana ja s'han començat a suspendre classes. Alguns professors avisen que, davant la incertesa dels temps que venen, passaran el material via Internet perquè poguem treballar a casa.
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Mentrestant, però, les idees i costums italians del mig-sud de la península encara s'aferren al passat. No hi ha aire de renovació, molts nois i noies actuen amb clitxés antics disfressats de modernitat dubtosa i falta un esperit de curiositat cap allò que és estranger. Les pedres de fa 2.000 anys encara són poderoses.
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I, mentrestant, Barcelona vibra.
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2 comentaris:

Tomás ha dit...

I sognatori(2008) contro Gelmini, lotta dura, senza paura. Avui, dia 22, n'hi ha una gran assemblea al campus de la UAB per debatre solidàriament accions de recolzament i protesta. Ens hauràs d'anar informant, doncs si no es cremen cotxes o es dispara contra algú... ni una esquerpa línia llegirem.

Tomasso

db ha dit...

psst! las aguas bajan revueltas... pero sobreviviremos.

i tu? què tal Roma? Jo trobo a faltar Granada cada dia!

per cert, ja sé que significa db! xD

ten cuidaíco, hija :)